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Apatia e ritiro sociale nell’anziano: quando “non ho voglia” non è pigrizia
“Non mi va”, “non ho voglia di uscire”, “lasciami stare”: quando un anziano si chiude in sé stesso è facile pensare che sia solo stanchezza o carattere. In realtà apatia e ritiro sociale possono essere un segnale importante: a volte c’entrano umore, sonno, dolore, terapie complesse; altre volte possono esserci difficoltà cognitive o un adattamento difficile a un cambiamento (lutto, ricovero, perdita di autonomia).
In IUVAL affrontiamo queste situazioni con una presa in carico globale: non cerchiamo una spiegazione unica, ma mettiamo insieme i pezzi (clinici, funzionali, cognitivi ed emotivi) per costruire un percorso chiaro e sostenibile per la persona e per la famiglia.
Segnali da non sottovalutare
Una valutazione può essere utile se noti:
- perdita di interesse per attività prima gradite (TV, lettura, hobby, visite)
- rifiuto di uscire o di vedere persone, telefonate ignorate
- giornate “tutte uguali”, molte ore a letto o in poltrona
- poca iniziativa anche nelle attività quotidiane (igiene, pasti, piccole commissioni)
- risposte brevi, minor partecipazione alle conversazioni
- calo dell’appetito, sonno irregolare, irritabilità o ansia
- peggioramento dopo un ricovero, una caduta, o cambi di terapia (politerapia)
Perché è importante intervenire
Quando una persona si isola, spesso parte un circolo vizioso:
- meno socialità → meno stimoli → più chiusura
- meno movimento → meno forza ed equilibrio → più rischio di instabilità e cadute
- più fatica per la famiglia, che si trova a gestire anche l’aspetto emotivo e motivazionale
Come ti aiutiamo in IUVAL
Il nostro obiettivo è dare orientamento e continuità, evitando “visite spot” non coordinate.
Il percorso può includere:
- accoglienza e triage dei bisogni (coinvolgendo anche caregiver/famiglia)
- valutazione multidimensionale: clinica + funzionale + cognitiva/relazionale, secondo necessità
- definizione di un piano di cura integrato con priorità, obiettivi e follow-up: “chi fa cosa” e “quando”
- quando utile, revisione della terapia e supporto all’aderenza, soprattutto in caso di molti farmaci
Socialità guidata e potenziamento cognitivo: quando servono
Se la chiusura sociale è legata anche a calo di attenzione, iniziativa o motivazione, in IUVAL sono disponibili:
- percorsi di potenziamento cognitivo con Metodo Feuerstein
- gruppi di socializzazione guidata con giochi da tavolo, per unire stimolo cognitivo, relazione e motivazione
Attività pensate anche come “supporto indiretto” al caregiver: routine, obiettivi chiari e un respiro organizzato.
Un aiuto concreto anche per caregiver e famiglia
Il ritiro sociale pesa su tutta la casa. Per questo IUVAL offre anche:
- psicoeducazione e supporto al caregiver (strategie pratiche, comunicazione, routine, prevenzione burn-out)
- sportello gratuito di aiuto pratiche
- se necessario, trasporto in ambulanza verso la sede per pazienti fragili o con difficoltà motorie/logistiche
Prenota una visista
Per fissare una visita puoi contattarci allo 02 304 53 340 e raccontarci in poche parole il motivo della richiesta: ti aiuteremo a individuare il percorso più adatto, con tempi e passaggi chiari.